Cabudanni, il capodanno del calendario contadino sardo

da | 27 Agosto 2025 | I prodotti | 0 commenti

Per cominciare bene l’anno contadino serve partire con il piede giusto, a capodanno. Ma non ci stiamo riferendo all’attuale calendario gregoriano, bensì all’antico calendario bizantino, e stiamo parlando del Cabudanni, il capodanno sardo.

Cabudanni, il mese dell’inizio

La Sardegna è una terra a forte vocazione agricola e risulta molto legata anche a pratiche religiose. Se aggiungiamo il lungo periodo di dominio bizantino in Sardegna, possiamo meglio comprendere come i sardi abbiano adottato un calendario basato sull’anno agricolo. E l’anno agricolo non coincide con quello solare, che è una convenzione per la suddivisione del “tempo”. Per questo motivo Cabudanni, il capodanno del calendario sardo, coincide non con il primo giorno dell’anno ma con un mese intero: il mese di settembre.

Settembre è infatti il mese in cui riprendono formalmente le attività agricole (spesso in realtà non si arrestano mai). Rappresenta infatti il periodo in cui ci si appresta all’aratura dei terreni per la coltivazione di grano e cereali. Quindi settembre era per i sardi l’inizio del nuovo anno, il capodanno appunto, e il nome del mese di settembre è ancora oggi Cabudanni.

Gli altri mesi dell’anno

Dopo su Cabudanni anche gli altri mesi sono legati in vari modi alle attività agricole, alla natura e ai culti religiosi. Fanno eccezione i mesi da gennaio a maggio e il mese di agosto, che riprendono i nomi del calendario gregoriano. Chissà, forse ci siamo persi qualcosa nel tempo, e sarebbe veramente un peccato.

Così il mese di ottobre è Ladamini, ovvero il mese in cui si sparge il letame sui campi per fertilizzarli. Novembre è Donniasantu, retaggio religioso per le festività in onore dei Santi. Dicembre è Nadali, per indicare il mese in cui cade il Natale. Seguono Gennarxiu, Friarzu, Martzu, Abrile e Maju.

Quindi il mese di giugno è il mese della luce, Lampadas, legato alle luci delle lucciole o ai fuochi di San Giovanni, ma probabilmente pure al fatto che sia il mese più luminoso dell’anno. Luglio è Trèulas, ovvero il mese in cui si effettua la trebbiatura, mentre agosto prende il nome dal calendario gregoriano e si chiama Austu. E siamo tornati al capodanno, o a su Cabudanni: Settembre.

Ogni mese prevede momenti di semina, di cura del terreno e di raccolta del prodotto della terra. La conoscenza dei periodi in cui “fare” è essenziale per ottenere prodotti di eccellenza, e noi siamo legati ai ritmi della natura anche per l’essiccazione delle spezie. La raccolta è un momento molto importante per ottenere un prodotto di qualità e che duri nel tempo. Il tempo è l’altro elemento essenziale: nessuna fretta, non serve per ottenere il massimo da ciò che la terra ci dona.

Varianti

Come qualsiasi espressione dialettale sarda, figlia di una lingua e di tantissimi dialetti, anche i nomi dei mesi risentono delle varie zone geografiche. Così novembre nel logudorese è Su Mese de sos mortos (ovvero il mese dei morti), mentre dicembre, nel Campidano, è chiamato Mes’e Paschixedda (il Natale in campidanese). Luglio è noto anche come Argiolas (ovvero le aie) o Mes’e Su Cramu, in quanto a luglio cade la festività della Madonna del Carmine (Cramu).

Tocca a voi!

E voi? Conoscete altre varianti dei nomi dei mesi? Curiosità , correzioni, suggerimenti da dare? Vi aspettiamo, nel frattempo “bonu cabudanni“. E scegliete i nostri prodotti in tutta sicurezza! Sono figli di una cultura contadina e di un mese, quello di settembre che rappresenta l’inizio delle principali attività agricole. E l’inizio della nuova vita!!!

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